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Autorizzazioni per impianti in procedura ordinaria

Assitenza per le aziende produttrici di emissioni in atmosfera


L’articolo 269 del D.Lgs. 152/06 identifica quali aziende sono sottoposte all’obbligo di autorizzazione agli scarichi in atmosfera.

In particolare, fatto salvo gli impianto di incenerimento e coincenerimento e gli impianti sottoposti ad autorizzazione integrata ambientale, “per tutti gli stabilimenti che producono emissioni deve essere richiesta una autorizzazione” .

L’autorizzazione è rilasciata con riferimento allo stabilimento. I singoli impianti e le singole attività presenti nello stabilimento non sono oggetto distinto di autorizzazioni.

Il soggetto che intende installare uno stabilimento nuovo o trasferire uno stabilimento da un luogo ad un altro presenta all’autorità competente una domanda di autorizzazione corredata di :

  • progetto dello stabilimento in cui sono indicati e descritti gli impianti e le attività, le tecniche adottate per limitare le emissioni in atmosfera e la quantità e qualità di tali emissioni, le modalità di esercizio, la quota dei punti di emissione individuata in modo da garantire l’adeguata dispersione degli inquinanti, parametri che caratterizzano l’esercizio e la quantità, il tipo e le caratteristiche merceologiche dei combustibili di cui si prevede l’utilizzo, nonché, per gli impianti soggetti a tale condizione, il minimo tecnico definito tramite i parametri di impianto che lo caratterizzano.
  • relazione tecnica che descriva il complessivo ciclo produttivo in cui si inseriscono gli impianti e le attività ed indica il periodo previsto intercorrente tra la messa in esercizio e la messa a regime degli impianti.

L’autorizzazione stabilisce:

  • per le emissioni tecnicamente convogliabili le modalità di captazione e di convogliamento
  • per le emissioni convogliate o di cui è stato disposto il convogliamento, i valori limite di emissione, le prescrizioni, i metodi di campionamento e di analisi, i criteri per la valutazione della conformità dei valori misurati ai valori limite e la periodicità dei controlli di competenza del gestore, la quota dei punti di emissione, individuata tenuto conto delle relative condizioni tecnico-economiche, il minimo tecnico per gli impianti soggetti a tale condizione e le portate di progetto tali da consentire che le emissioni siano diluite solo nella misura inevitabile dal punto di vista tecnologico e dell’esercizio.
  • per le emissioni diffuse, apposite prescrizioni finalizzate ad assicurarne il contenimento

Una volta autorizzata, la Ditta dovrà:

  • comunicare la messa in esercizio e la messa a regime degli impianti;
  • eseguire il controllo delle emissioni e trasmettere le relative analisi;
  • più in generale, attenersi alle prescrizioni previste dalla Provincia nell’autorizzazione.

L’autorizzazione rilasciata ai sensi dell’art. 269 ha una durata di 15 anni. La relativa domanda di rinnovo va presentata almeno un anno prima della scadenza.

La Ditta interessata ha quindi l’obbligo di:

  • presentare la domanda di autorizzazione quando intendono realizzare un nuovo stabilimento o trasferirlo da un luogo ad un altro od effettuare modifiche sostanziali;
  • comunicare le modifiche non sostanziali;
  • comunicare i cambi di ragione sociale e/o subentro di nuova ditta (in questi casi, occorrerà procedere anche alla voltura dell’autorizzazione già rilasciata), la variazione della sede legale o la disattivazione/cessazione di attività.

In base al comma 10 del nuovo testo dell’art. 269, non sono soggetti ad autorizzazione  «(…) gli impianti di deposito di oli minerali, compresi i gas liquefatti. I gestori sono comunque tenuti ad adottare apposite misure per contenere le emissioni diffuse ed a rispettare le ulteriori prescrizioni eventualmente disposte, per le medesime finalità, con apposito provvedimento dall’autorità competente».

Sono escluse dall’autorizzazione ordinaria alle emissioni in atmosfera le seguenti tipologie impiantistiche:

  • gli impianti di incenerimento e coincenerimento e gli altri impianti di trattamento termico dei rifiuti, in quanto specificamente regolati dal decreto legislativo 11 maggio 2005, n. 133;
  • gli impianti sottoposti ad Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.), ai quali si applica la specifica  disciplina del Titolo III-bis, parte seconda del medesimo D.lgs. n. 152/06;
  • gli impianti destinati alla difesa nazionale;
  • gli sfiati e ricambi d’aria che siano adibiti esclusivamente alla protezione e alla sicurezza degli ambienti di lavoro;
  • gli impianti e le attività in deroga previsti dall’art. 272 del D.lgs. 152/06, ai quali si applicano le cosiddette autorizzazioni in via generale (su questo argomento, si rimanda all’apposita sezione del sito).
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